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Category Archives: EVENTI

Dario Gedolaro

“L'America capirebbe meglio cosa provano i russi riguardo all'Ucraina, se si chiedesse come reagirebbe se, diciamo fra dieci anni, la Cina si alleasse col Messico e costruisse una base a un centinaio di chilometri a Sud del Rio Grande”. Lo ha scritto pochi giorni fa l’autorevole Ispi, l’ Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, per spiegare la reazione di Putin all’ ipotesi di un ingresso dell’ Ucraina nella Nato. Bisogna partire da qui, nel momento più grave della crisi fra i due paesi, per cercare di comprendere come si è giunti alla guerra, senza lasciarsi condizionare dall’ emotività che ci porta sicuramente a parteggiare senza sì e se ma per gli aggrediti, cioè gli ucraini.

Carola Vai

Emmanuel Macron ha promesso che la presidenza francese dell’Unione Europea sarà decisiva per i cambiamenti. In attesa di vederne i risultati viene in mente che a influenzare la storia della Francia, e in un certo senso della futura Europa, cominciò cinque secoli fa, una fiorentina: Caterina de Medici (1519-1589) nipote di Lorenzo il Magnifico. Diventata una delle maggiori regine di Francia anche se controversa, rivelò tenacia, intelligenza, insuperabile capacità di mediare, abilità politica. Inoltre la sua astuta strategia di alleanze gettò le basi per la convivenza pacifica tra cattolici e protestanti francesi: primo esempio di tolleranza religiosa nell’Europa moderna.

Carola Vai

I no-vax, e in genere i contrari al vaccino, non sono una caratteristica del tempo del Covid-19. Sono sempre esistiti. Fin dai secoli passati. Basta ricordare la vicenda della zarina Caterina II (1729-1796) detta Caterina la Grande. Figura femminile tra le più leggendarie, l’imperatrice di Russia nel 1768 promosse la prima, clamorosa campagna in favore dell’immunizzazione contro il vaiolo che mieteva migliaia di vittime. La scelta causò una violenta reazione da parte di nobili e religiosi. Inutilmente. Caterina, fiduciosa nella scienza, non si fermò. E offrì lei stessa l’esempio sottoponendosi alla pratica.

Dario Gedolaro

La battaglia contro le discriminazioni è sacrosanta, ma per combattere le discriminazioni non bisogna crearne delle nuove, come se chiodo scacciasse chiodo. E così è discriminatorio chiedere a gran voce che il prossimo Presidente della repubblica sia donna, facendone una battaglia di genere tout court a scapito di requisiti ben più importanti. Ovviamente è discriminatorio il contrario: cioè pensare che una donna (per il solo fatto di essere donna) non sia in grado di ricoprire quell’ importante incarico. Insomma, come spesso accade, viviamo tempi schizofrenici: da un lato si fanno affermazioni idiote e pseudoscientifiche sul “genere fluido”, quella teoria per cui uno non appartiene al genere che gli ha dato Madre Natura, ma se lo può scegliere in base alle sue paturnie psicologiche (a volte anche cambiando idea a seconda di come uno si sveglia la mattina), dall’ altro il genere (di questi tempi quello femminile) viene sbandierato come un fattore di superiorità intrinseca.

Dario Gedolaro

Siamo davvero un paese di poveri diavoli? A prendere per buone le cifre ufficiali emerge l’immagine di un’Italia caratterizzata da una imponente massa di persone indigenti e di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. I calcoli sull’ingente evasione fiscale (il cosiddetto tax gap, che è stimato ad oltre 100 miliardi di euro) spingono, però, a ritenere che i guadagni degli italiani siano in buona parte sottostimati. I numerosi indicatori sui consumi, sugli stili di vita e lo stesso andamento dei conti correnti bancari della stragrande maggioranza delle famiglie fotografano una realtà diversa. E i ricchi? Sarebbero quelli che guadagnano più di 50 mila euro lordi l’anno (poco più di 2 mila euro netti al mese).

Dario Gedolaro

 Una coppia piemontese va in Ucraina fa inseminare una donna, ma, dopo la nascita della bimba, cambia idea e non ne vuole più sapere. Un po’ come si fa quando si acquista qualcosa su internet e poi, non soddisfatti, la si rimanda indietro, e tanti saluti. Una cantante rock americana di successo durante un suo concerto, come gesto anticonformista e trasgressivo, fa la pipì in faccia a un suo fan, tirandosi giù i pantaloni davanti al pubblico. Il governo destina milioni di euro di denaro pubblico alle associazioni LGBTQIA, tanto per consolarle della bocciatura del Ddl Zan. Comunque, avete letto bene l’ acronimo di origine anglosassone: L= Lesbiche, G= Gay, B= Bisessuali,T= Transgender, Q = QUEER, persone che si stanno ancora domandando se si sentono uomini o donne; I = Intersessuale (persone con cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili), A = Asessuale (persona che non sperimenta l’attrazione sessuale). Insomma, un caravan serraglio dove ciascuno si costruisce la sua gabbia e ci si rinchiude dentro. Mica male visto che si parla tanto di abbattere muri e preconcetti.

Pier Carlo Sommo

#italiaunicaqui - A Roma vi è un museo pressoché unico al mondo, che testimonia un’esperienza culturale che si può definire rivoluzionaria.  Tra gli edifici di archeologia industriale, che hanno conservato buona parte degli impianti di produzione, la Centrale Montemartini è forse l’unico a non essere diventato solo il museo di se stesso. Il complesso è una centrale elettrica del secolo scorso trasformata in un museo di duplice natura, ovverosia, agli imponenti macchinari per la produzione di elettricità che vanno da inizio 900 al 1967 sono inframmezzate statue e mosaici della Roma antica, ritrovati dal 1870 ad oggi. L’atmosfera è indubbiamente suggestiva. La raffinata arte di Roma antica è affiancata e spesso sovrapposta ai vecchi macchinari per la produzione di energia elettrica. Un inconsueto accostamento che suscita fascino e insolite emozioni.

Dario Gedolaro

Si potrebbe dire: “ Chi di Fedez ferisce, di Fedez perisce”. E così leggiamo su La Stampa, il giornale che ha dato spazio e voce alle esternazioni ridicolo/ignoranti del rapper e della sua mogliettina, Chiara Ferragni, campionessa di iperconsumismo, un allarmato articolo dal titolo: “L’ ultima stagione populista, il partito di Fedez”. Lo spunto è la registrazione del dominio internet “Fedezelezioni2023.it”. La giornalista ricorda le posizioni “antipolitiche” della coppia, soprattutto in difesa dell’ indifendibile Ddl Zan (su cui Letta ha rimediato un infortunio politico di non poco conto), e cita: “Politici, fate schifo” o, a proposito di Matteo Renzi,: “C’è tempo per spiegare quanto sei bravo a fare la pipì sulla testa degli italiani dicendogli che è pioggia”.