Carola Vai
“In confronto a Rita Levi-Montalcini io sono un ragazzino” disse un po’ ironico Giulio Andreotti poco prima che la Premio Nobel, collega in Senato, festeggiasse cento anni. Un compleanno che lui avrebbe compiuto quest’anno essendo nato nel 1919, il 14 gennaio.
Invece da sei anni, Giulio Andreotti non c’è più . Per celebrare il primo secolo del più longevo e discusso uomo di governo della Repubblica Italiana, i suoi 4 figli, Marilena, Lamberto, Serena e Stefano, hanno organizzato una mostra fotografica, “Giulio Andreotti –Immagini di una vita”, nel Salone dei Piceni del Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, a due passi da via dei Coronari, Roma, visibile fino al 17 febbraio.
E alla realizzazione ha contribuito Alessandro Nicosia, amico di famiglia, ma pure un esperto di esposizioni.
La mostra attraverso 350 immagini significative scelte fra migliaia e distribuite in tre sale racconta un Andreotti privato in compagnia della moglie Livia e dei figli, a casa o in vacanza, oppure con i personaggi che hanno attraversato lo scorso secolo. Immagini prese dall’album di famiglia della casa di Corso Vittorio dove abitò per decenni, ma anche dall’Istituto Luce, da Rai Teche, dall’Ansa, dall’Agi, dall’Osservatorio Romano, dall’Università di Parma.
Emozionante vedere personaggi ed eventi che hanno segnato la storia non solo dell’Italia, ma di gran parte del mondo . Papi, governanti, potenti di tutto il mondo, personaggi della Prima e della Seconda Repubblica. Il senatore a vita che per sette volte è stato Presidente del Consiglio e per 27 ministro, è ritratto piccino ancora dentro il seggiolone. In altre foto è con la moglie Livia nel giorno del matrimonio, poi sulle montagne russe, a teatro, durante vari viaggi. Ma appare anche con Alcide De Gasperi e poi con Luigi Einaudi nel 1948 al Quirinale, con Charles de Gaulle nel1959, con John Kennedy a piazza Venezia, nel 1963. E’ con Tina Anselmi, prima donna ministro d’Italia, con Susanna Agnelli, con Bettino Craxi, con Luigi Berlinguer, con Silvio Berlusconi, con Giovanni Paolo II in una piazza San Pietro deserta nel 1997, con Papa
Benedetto XVI, nel 2005 e nel 2006, con papa Francesco quando era Cardinale Bergoglio a San Lorenzo fuori le Mura, 2006. Ma anche fra le suore di Ferrara , 1989, e mentre balla durante una festa.
Andreotti che mi fece l’onore di presentare il mio libro “Evita, regina della comunicazione” (editore:Centro di Documentazione giornalistica), 2009, a Palazzo Ferrajoli, Roma, era nato nella capitale, in via dei Prefetti, aveva fatto le scuole elementari alla “Armellini” di piazza della Maddalena e alla ‘Gianturco”, in via della Palombella; il ginnasio e il liceo al Visconti e poi al Tasso perché la famiglia aveva traslocato in via Bisagno, quartiere Trieste.
Entrato in politica nel 1945 con il governo De Gasperji, era rimasto parlamentare fino al1991 e poi senatore a vita per altri 20 anni. Una carriera politica lunga settant’anni accompagnata da notti dove dormiva 4 ore soltanto. Gran lavoratore, ha sempre condotto una vita semplice: messa tutte le mattine, la domenica incontro con i poveri al quale donava qualche soldo. L’uomo che aveva il gusto degli aforismi con la politica coltivava poche ma intense passioni : le corse dei cavalli, i francobolli che collezionava, le carte da gioco con lunghe partite a burraco. Una mostra in bianco e nero, come bianco e nero è stata la lunga
vita del senatore salutato per l’ultima volta da una grande folla in una tiepida giornata : il 6 maggio 2013.