Dario Gedolaro
Lo spettacolo che dà il parlamento italiano non è dei più edificanti. Uno potrebbe dire “chi se ne frega”, ma invece dovremmo “fregarcene” tutti molto, perché sono in ballo le libertà democratiche del Paese. Non dovremmo mai dimenticare che la nostra Repubblica nasce sulle ceneri (è proprio il caso di dirlo) del ventennio fascista, che a sua volta travolse la ancora fragile monarchia costituzionale italiana. La travolse sotto un profluvio di insulti e di gazzarre violente. La sbeffeggiava sostenendo che “la democrazia è quel sistema politico che raggiunge il minimo risultato col massimo sforzo”.Dario Gedolaro
Quali riflessioni si possono fare sui risultati dell’ultima tornata elettorale per le europee? Innanzi tutto che non si può proprio dire che l’Europa scaldi i cuori degli italiani: alle elezioni per il Parlamento europeo ha votato meno di un avente diritto su due, e cioè il 49,69%. Si è toccato il minimo storico, con un calo di ben 6,5 punti percentuali rispetto alla già non esaltante percentuale delle precedenti elezioni (56,09%).Dario Gedolaro
Fa e disfa, dice e si smentisce, vuole essere la primadonna sempre. Ecco in poche parole il ritratto di messer Calenda, il nuovo incomodo delle prossime elezioni. Carlo Calenda parla chiaro, esprime concetti liberistici e moralistici condivisibili, ma inciampa quando si addentra nella pratica politica.Dario Gedolaro
Si ha un bel dire non alziamo i toni in questa campagna elettorale, come ha auspicato il Presidente della Repubblica, poi si leggono certi articoli e si rimane basiti. Hanno iniziato i grandi mass media con la fake news che la crisi provocata dal centro destra era stata eterodiretta dalla Russia. Poi è scesa in campo pesantemente la stampa di estrema sinistra con il grido: “Attenzione al pericolo fascista!”.